La sera del 18 maggio ha avuto luogo al Teatro Grande di Brescia, per la sessantesima edizione del Festival Pianistico Internazionale, l’esecuzione di alcuni brani di: Claude Debussy (1862-1918), Franz Schubert (1797-1828), Maurice Ravel (1875-1937) e Leonard Bernstein (1918-1990); I quali sono stati eseguiti e interpretati dal duo pianistico formato dalle pianiste Katia e Marielle Labèque.

Il concerto ha avuto inizio con le Epigraphes Antiques di Claude Debussy, dove le pianiste hanno regalato una molteplicità di emozioni grazie alla loro interpretazione e alla loro forte gestualità. Il suono si è arricchito gradualmente di vita passando da un dolce e avvolgente movimento a uno più triste e malinconico, che avvolgeva la sala di tensione. Notevole è stato lo sviluppo che ha avuto il suono, il quale è riuscito a dialogare interiormente tra le due pianiste medesime e esteriormente con la sala. L’interpretazione è stata accentuata dalla gestualità dei movimenti decisi e forti delle mani che in attimi di impeto sembravano abbandonarsi completamente al piano e ai suoi tasti.

La seconda esecuzione è stata quella di Franz Schubert dove le pianiste si sono spostate, in modo tale da affiancarsi per poter suonare su un unico piano e con un unico cuore. L’intesa tra loro era altissima e risultava facilmente percettibile dal resto del pubblico. Il suono iniziale era ricco di sfumature, trasmetteva il dolore con tutte le sue forme: la tristezza, l'impulso alla risata improvvisa e amara, l’arrabbiatura; fino a calmarsi e ad essere più delicato e dolce, aggraziato come una ballerina che volteggia sulle punte, composta ma bellissima. Piano piano la ballerina però passa in sottofondo sfocando e lasciando come protagonista assoluto un suono più forte e contrastante che ricorda il mare in tempesta nell’infrangersi sugli scogli. La tempesta poi passa e riappare la ballerina che si inchina salutando il pubblico e il pezzo finisce.

Il primo tempo si conclude così e dopo una pausa di 15 minuti circa ha inizio il secondo tempo che ha la sua apertura con l’interpretazione ed esecuzione del repertorio di Maurice Ravel. La melodia iniziale con il timbro caldo e sinuoso sembrava ricordare le musiche serpeggianti orientali, ma poco dopo si smentisce dissolvendosi gradualmente fino a lasciare spazio a un suono calmo e piatto, come una goccia d’acqua che cade su uno specchio d’acqua, creando così tanti piccoli cerchi in questa e che piano piano vanno a svanire. A interrompere questo sogno ad occhi aperti però è il suono stesso che si fa più forte e intenso come se nell’acqua fosse stato lanciato in malo modo un sasso. Questo schizza l’acqua dappertutto creando delle piccole onde sullo specchio d’acqua, ma poi dopo un po’ queste si dissolvono fino a scomparire e il pezzo ha termine.

Come ultimo brano le pianiste hanno eseguito West Side Story di Leonard Bernstein. Le due sono ritornate rispettivamente al proprio posto, suonando così in due piani separati. Sicuramente tra il repertorio proposto questa sera, quello che ha avuto grande successo ed è riuscito a fare breccia nel cuore del pubblico è stato questo ultimo, con il ritmo impulsivo e jazz che ricordava gli anni d’oro delle note blu. Il pubblico più volte si è trovato ad applaudire nel mezzo dell’esecuzione talmente era bella. Il cuore di tutti batteva allo stesso ritmo e l’aria era carica di spensieratezza e allegria. Le pianiste hanno ricevuto gli applausi dal pubblico e successivamente sono uscite. Quando tutti pensavano che il concerto fosse finito le pianiste sono ricomparse sul palco dando al pubblico altri due brani da portare dolcemente con sè. Un concerto bellissimo e sicuramente indimenticabile!

Alice Galletta