Tranquillità, freschezza, malinconia…sono solo alcune delle sensazioni che ha suscitato in me l’ascolto dei brani nella quarta giornata del 60° Festival Pianistico presso il Teatro Grande di Brescia.

Con l’impeccabile performance di Dmitry Yablonsky e Boris Petrushansky, accompagnati dai Kyiv Virtuosi, il concerto del 5 maggio 2023 si è sviluppato in due armoniosi ma ben distinti atti.

Durante la prima parte dell’esibizione, Petrushansky interpreta appassionatamente la “Love Song” per pianoforte di Silvia Colasanti e successivamente il Concerto per pianoforte e orchestra in la maggiore di Mozart, impostando un vero e proprio dialogo con l’orchestra. Questo specie di botta e risposta tra i due è caratterizzato da numerose tonalità lievi contrapposte ad altrettante vivaci , la cui contraddizione di intensità e velocità, suscita addirittura suspense ed inquietudine.

Si passa ora ad “un altro mondo” con Yablonsky, il quale offre egregiamente una lettura molto compatta del “concerto per violoncello in fa maggiore” di Shor. Con una postura meno rigida ed impostata del suo collega, il celebre violoncellista racchiude le note dello spartito in un’atmosfera più tranquilla e serena, non ostacolata da bruschi cambiamenti di intensità.

La serata si conclude con Iryna Starodup, la giovane pianista che eseguendo “The Messenger” di Silvestrov, ci regala una “buonanotte” ricca di armonia e dolcezza.

Greta Gardini