Concerto, canto e Sinfonia, tra virtuosismo e malinconia. Il 4 maggio 2023 alle ore 20 si è tenuto al teatro Donizetti di Bergamo il concerto speciale per Bergamo Brescia capitale italiana della cultura 2023, facente parte del 60° Festival Pianistico Internazionale di Bergamo e Brescia. L’orchestra era la Filarmonica della Scala, il direttore Riccardo Chailly e il pianista Mao Fujita. Il concerto ha visto l’esecuzione di tre brani: il Concerto per pianoforte e orchestra n.3 op.30 di Sergej Rachmaninov, il Canto funebre op.5 di Igor Stravinskij e la Sinfonia n.7 in do diesis minore op.131 di Sergej Prokof’ev.

Il Concerto per pianoforte e orchestra n.3 op. 30 è stato eseguito con grande maestria sia dall’orchestra ma soprattutto dal pianista. Pezzo principale della serata, la composizione presenta affascinanti melodie tipiche dell'impostazione tardo-romantica, ma anche una grande difficoltà esecutiva che richiede al solista una notevole tecnica virtuosistica e resistenza. Il Concerto per pianoforte e orchestra n.3 op.30 rappresenta quindi un agognato banco di prova per i giovani aspiranti virtuosi, che il pianista è riuscito a superare a pieni voti. L’esecuzione è stata talmente applaudita che Fujita ci ha regalato uno splendido fuori programma, a prova di essere già, nonostante la giovane età, un pianista affermato e molto talentuoso. L’esecuzione in generale è stata caratterizzata da grande espressività e un notevole coinvolgimento da parte del pianista.

L’interpretazione del Canto funebre op.5 è stata nel complesso soddisfacente. Il brano è caratterizzato da una melodia malinconica, cupa e misteriosa, coerente con il contesto storico della composizione dell’opera, scritta per commemorare la morte del suo maestro.

A chiudere la serata è stata la Sinfonia n.7 in do diesis minore op.131. L’opera riflette un atteggiamento più malinconico e pacato. Il primo movimento in forma sonata presenta un primo tema struggente dei violini che si sovrappone ad una calda melodia espressa dalle viole, dai violoncelli e dai contrabbassi, mentre il finale presenta un allegro movimento di moto perpetuo, contenente una coda finale con suoni tintinnanti scanditi dallo xilofono e dal pianoforte. La Sinfonia n. 7 è un'opera di un musicista indebolito nel corpo, ma giovane nello spirito che trova ispirazione nel romanticismo di Ciajkovskij, nel viennese Strauss e nelle musiche più felici e serene di Mahler. L’interpretazione della Sinfonia, anche questa volta, è stata da manuale, ricevendo dal pubblico scroscianti applausi.

Anche questa serata è stata caratterizzata da una performance musicale di alto livello, sia da parte della Filarmonica della Scala, sia da parte di Mao Fujita. La serata è risultata quindi nel complesso molto godibile, con il comportamento del pubblico che questa volta è stato, fortunatamente, sostanzialmente corretto.

Matteo Del Carro