Atipica, accogliente, intima. Così si può descrivere la serata tenutasi il 2 maggio scorso al 6th Floor Recording Studio, location molto particolare per un concerto di musica classica: esso è, di fatto, uno studio di registrazione - degno di una metropoli americana - in cui è presente una sala grande abbastanza da contenere un’orchestra, più diverse stanze di registrazione e di mixaggio. La serata è proceduta in due momenti e sezioni differenti. Durante la prima, compositori contemporanei quali Juan Baladan Gadea, Barbara Rettagliati e Marco Nodari hanno esplicato al piccolo ma caldo pubblico l’idea, il significato e la storia dei brani proposti e composti da loro stessi: rispettivamente Seiz Piezas para piano, Passa la nave mia colma d’oblio e Studi nn. 1, 5, 6 più Una vecchia cartolina da ‘La bottega dell’antiquario’. Quasi tutte le composizioni sono state interpretate come solista dal pianista Josef Edoardo Mossali, ragazzo molto talentuoso che è riuscito a lasciare un ottimo ricordo agli ospiti, grazie alla sua pacatezza, compostezza ma soprattutto alla magistrale tecnica che possiede. Degno di nota è il terzo pezzo proposto da Gadea, il quale sembrava il più adatto per Mossali, in quanto è riuscito a descrivere la sensualità, la giocosità e la vena romantica della composizione in maniera dolce. L’unico brano non solista è “passa la nave mia colma d’oblio”, che ha visto la presenza del clarinetto suonato da Daniel Roscia: tale esecuzione è stata, nei termini dell’espressività e delle emozioni, la più densa e potente. La singolarità della composizione – e dell’interpretazione - sta nel fatto di avere ricreato in musica il celebre sonetto petrarchesco, riuscendo a descrivere il moto impetuoso del mare in tempesta mediante le costanti e improvvise accelerazioni e decelerazioni del clarinetto rispetto al pianoforte, come se fosse indipendente, fino a quando, nel finale, la speranza di salvarsi è ormai scomparsa, e i due strumenti si riuniscono in segno di resa, lasciando un senso di angoscia e tristezza. Durante la seconda parte, invece, il pianista ha suonato due brani tratti da “Musica Ricercata”, in particolare il n.7 e il n.8, di Ligeti e “Toccatina” di Kapustin: Mossali è stato in grado di applicare la sua tecnica su pezzi obiettivamente complessi, dimostrando doti notevoli e virtuose, soprattutto per quanto riguarda il n.8 di Ligeti, ricostruendo un vivace e apparentemente leggero ricordo che calca su memorie folkloristiche e felici.

Nicola Valer